Economia circolare e industria 4.0, un connubio che funziona

Economia circolare e industria 4.0, un connubio che funziona

L’innovazione nel settore aziendale viene dall’unione fra l’economia circolare e le tecnologie dell’industria 4.0, che permettono di migliorare i sistemi produttivi e di ridurre al tempo stesso l’impatto ambientale

Lo sviluppo sostenibile è una sfida che può essere vinta creando un connubio fra l’economia circolare e l’industria 4.0. Grazie a questi approcci, infatti, vengono meno le logiche della tradizionale economia lineare, a favore di una maggiore efficienza dei sistemi produttivi e delle risorse, resa possibile anche dall’utilizzo degli ultimi ritrovati tecnologici. Al tempo stesso, ne risentirà positivamente l’ambiente: grazie all’applicazione in azienda dell’economia circolare e delle tecnologie dell’Internet of Things (IoT), infatti, si possono ridurre le emissioni di gas nocivi per l’atmosfera e ottimizzare il sistema di gestione dei rifiuti.

 

Economia circolare e industria 4.0, che cosa si intende con questi concetti?

Con economia circolare si vuole intendere un approccio nuovo e diverso alle modalità di produzione. Questo prevede l’utilizzo ridotto e più efficiente delle risorse all’interno dei processi produttivi: da un processo lineare, che utilizza materie prime e genera scarti di produzione che vengono gettati, si passa quindi a un modello che si rigenera da solo, trasformando in una risorsa quello che solitamente viene considerato come un rifiuto. In questo senso aumentano in maniera esponenziale i tassi di riciclo, in modo da pesare sempre meno sul capitale naturale.

Il passaggio a un’economia circolare coincide, prima di tutto, con una trasformazione culturale: questa transizione rappresenta una rivoluzione e un’opportunità, in quanto viene valorizzato ciò che è nascosto negli scarti di produzione, riducendo quindi gli sprechi. L’economia lineare ha infatti prodotto gli effetti dannosi che si possono riscontrare al giorno d’oggi sull’ambiente, come la contaminazione dei mari e del suolo, l’eccessiva produzione di rifiuti e le elevate emissioni di gas serra nell’atmosfera.

Fra gli esempi di economia circolare che hanno generato modelli virtuosi, ci sono i centri di recupero dei rifiuti che, al di là del classico riciclo di plastica, carta e vetro, ospitano al loro interno artigiani e artisti che riadattano e riutilizzano i materiali di scarto per dare vita a oggetti nuovi. È proprio a livello economico che l’economia circolare gioca un ruolo fondamentale: secondo la Ellen MacArthur Foundation l’impatto economico che questa tipologia di approccio porterà entro il 2030 è pari a 1,8 miliardi di euro, a livello europeo. La riduzione delle emissioni di gas serra è invece quantificata al 48%, con anche un utilizzo più contenuto delle risorse naturali in molti processi produttivi, quantificabile al 32%.

Il concetto di economia circolare si sposa molto bene con quello di green economy. Quest’ultima infatti viene identificata dall’Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, come “un’economia che produce benessere umano ed equità sociale, riducendo allo stesso tempo i rischi ambientali e le scarsità ecologiche. Nella sua espressione più semplice, un’economia verde può essere pensata come un’economia a basse emissioni di anidride carbonica, efficiente nell’utilizzo delle risorse e socialmente inclusiva”.

In questo contesto si inserisce anche un altro concetto molto attuale, ovvero quello di industria 4.0. Con questo termine si vuole intendere la digitalizzazione dell’industria e, al tempo stesso, degli oggetti di uso quotidiano. L’industria 4.0 nasce dalla quarta rivoluzione industriale, ovvero quel processo che porterà a una produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa. In questo senso, la Fabbrica 4.0 è composta di macchine completamente interconnesse tra loro, che dialogano le une con le altre ed effettuano autodiagnostica e manutenzione preventiva.

 

Green economy, come si realizza il connubio fra economia circolare e industria 4.0

Grazie all’economia circolare le imprese hanno la possibilità di ripensare il proprio modo di innovare e competere, svolgendo un ruolo attivo e strategico nella ridefinizione dei processi e delle filiere. Questo porta, come conseguenza, a una gestione più efficiente delle risorse, con il contributo anche delle tecnologie 4.0, che diventano strumento di conoscenza e monitoraggio nell’utilizzo delle risorse stesse e dei prodotti.

Con l’economia circolare quindi, il modello di sviluppo si basa sull’utilizzo da parte dell’impresa degli scarti, che diventano materia prima. La tecnologia, in questo contesto, permetterebbe all’azienda non solo di migliorare i processi produttivi, ma anche la loro sostenibilità. Grazie all’innovazione tecnologica è infatti possibile minimizzare l’uso di energia, acqua e materie prime, ridurre le emissioni inquinanti, organizzare al meglio il fine vita del prodotto. La riduzione dell’impatto sull’ambiente è resa possibile anche dalla scelta di soluzioni energetiche che migliorano l’efficienza della propria impresa, come quelle pensate da E.ON per i clienti business come i professionisti e le piccole e medie imprese.
Al tempo stesso, la digitalizzazione della manifattura porta a una maggiore flessibilità della produzione, e ciò determina sia un miglioramento della velocità di produzione, sia un aumento della produttività.

L’economia circolare crea un perfetto connubio con l’industria 4.0, di cui utilizza modelli di business, tecnologie e competenze. Il punto di partenza di questa evoluzione è l’enorme quantità di dati che la fabbrica ha a disposizione grazie all’IoT e alla customer journey. Questi elementi consentono quindi di migliorare i sistemi produttivi, riducendo contemporaneamente le emissioni nocive e limitando i danni sull’ambiente.