Giornata per la protezione dello strato di ozono, come migliorare la sostenibilità ambientale

Giornata per la protezione dello strato di ozono, come migliorare la sostenibilità ambientale

Il 16 settembre è la Giornata internazionale per la preservazione dello strato di ozono, una lotta planetaria che ha già ottenuto i primi risultati

La Giornata mondiale per la protezione dello strato di ozono si celebra ogni anno il 16 settembre e la data scelta non è affatto casuale. Il 16 settembre 1987 veniva siglato il Protocollo di Montreal, un documento contenente la catalogazione delle sostanze chimiche rilasciate dall’uomo nell’atmosfera, come i clorofluorocarburi, il bromuro di metile, i gas Halon e il metilcloroformio. A questo importante testo ha fatto seguito l’applicazione di una serie di misure per contrastare l’assottigliamento dello strato di ozono.

Più di trent’anni di battaglie sostenute dalla comunità internazionale, che hanno già raccolto i primi risultati. Temi come la sostenibilità ambientale e il bisogno di attivare campagne di sensibilizzazione sulle energie rinnovabili sono ormai all’ordine del giorno, e il protocollo di Montreal, ratificato da ben 192 Nazioni, ha raggiunto traguardi importanti non solo nei Paesi più tecnologizzati, ma anche in quelli in via di sviluppo.

Cos’è il buco dell’ozono

Per capire a fondo il senso della Giornata internazionale per la protezione dello strato di ozono bisogna comprendere la radice del problema. Il termine “buco dell’ozono” è stato coniato dal Premio Nobel Sherwood Rowland nel 1985 e sta a indicare l’impoverimento dello strato di ozono presente nell’atmosfera terrestre, nello specifico nella stratosfera, che si colloca tra i 15 e i 40 km dalla superficie della terra.

Il protocollo di Montreal ha previsto scadenze entro le quali i diversi Paesi avrebbero dovuto adeguarsi per l’interruzione della produzione e del consumo delle sostanze chimiche colpevoli di aver ridotto la presenza di ozono. L’accordo ha rappresentato un esempio ammirevole di cooperazione internazionale, da emulare negli anni a venire per prospettare di vivere in un pianeta in cui sia ancora possibile respirare aria pulita.

Secondo un rapporto condotto dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) e l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), con la partecipazione della Nasa, della Commissione europea e del National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), il buco dell’ozono è in via di riassorbimento, con aumenti dei livelli di ozono pari alla superficie degli Stati Uniti.

Cos’è l’ozono e perché è così importante

L’ozono è un gas che protegge la terra dalle radiazioni ultraviolette del sole: rappresenta una sorta di schermo protettivo, la cui riduzione avrebbe effetti negativi diretti sulla nostra salute. Ma gli sforzi compiuti negli ultimi anni hanno permesso di proteggere noi stessi così come gli ecosistemi ambientali, con un contributo non indifferente alla lotta contro il cambiamento climatico.

Eventuali altre conseguenze dell’impoverimento dello strato di ozono nella troposfera posso essere:

  • il possibile aumento dei tumori alla pelle o delle malattie agli occhi, a causa di un’esposizione più diretta ai raggi del sole;
  • un abbassamento delle difese immunitarie, nell’uomo e negli animali;
  • danni all’ambiente, con riduzione della fotosintesi e probabili effetti devastanti sull’agricoltura;
  • alternazione degli ecosistemi acquatici, a causa della minore presenza di fitoplacton nei mari.

Cosa fare a favore della sostenibilità ambientale

Salvaguardare il nostro pianeta, investendo nelle energie rinnovabili e contribuendo alla riduzione degli sprechi è un obiettivo quotidiano che può tradursi in azioni concrete per trasmettere un mondo migliore alle generazioni future. Per questo E.ON si impegna per rendere disponibili soluzioni green che sfruttano le energie pulite.

Tra i suggerimenti da praticare nella vita di tutti i giorni per contribuire a un ulteriore restringimento del buco dell’ozono abbiamo quello di:

  • utilizzare i condizionatori con consapevolezza e correttamente;
  • tra un formato digitale e uno cartaceo, scegliere il secondo per contribuire, anche se in scala ridotta, alla salvaguardia delle foreste;
  • seguire i consigli su come ridurre gli sprechi energetici.